Storia, Costituzione e costruzione della democrazia. Per i 75 anni della Costituzione italiana
La Costituzione italiana rappresenta una realtà nuova rispetto alle costituzioni presenti nell’illuminismo. Infatti, non è una semplice ricognizione dei diritti dell’uomo e del cittadino, nè una concessione elargita dalla sovranità nazionale-monarchica al popolo. Infatti, pur esprimendo la sintesi tra la teoria di Santi Romano che la individua come radicata nella sovranità popolare e la visone di Hans Kelsen per il quale costituisce la grande norma che legittima i principi generali dell’ordinamento giuridico nei limiti e nei confini stabiliti per le leggi ordinarie, la costituzione medesima esprime piuttosto la cristallizzazione di una situazione storica che in Italia dal fascismo giunge alla democrazia. In particolare l’elemento di fondo che la caratterizza è dato da una giuridicità ideale e complessa che realizza la fusione dei molti nell’uno, vale a dire che trova nel momento collettivo della resistenza l’espressione della diversità unificata delle diverse ideologie espresse dal liberalismo, dal cattolicesimo, dal socialismo e del marxismo. In questo orizzonte la costituzione stessa rappresenta il ponte tra due situazioni, quella dell’ius conditum e quella dello ius condendum. Ciò nel senso che la sua giuridicità garantisce nel contempo sia l’oggettività del diritto sia l’apertura storica alle trasformazioni dinamiche del diritto stesso, il che trova il suo luogo naturale nella funzione ermeneutica della corte costituzionale che, mentre consolida la conservazione dei principi giuridici dell’ordinamento, riesce nello stesso tempo ad assicurarne la validità nell’attenzione alle trasformazioni socio-politiche della dialettica che stabilisce il legame tra la tradizione e l’innovazione. In tal modo i principi valoriali del titolo costituzionale dei diritti dell’uomo e del cittadino non necessità il ritorno al riconoscimento del contrasto tra i diritti naturali e i diritti positivi poiché il nostro ordinamento sceglie la via politica e non solo giuridica di privilegiare la storia nell’incontro tra i fatti e i valori.
Carissimi,
di grande spessore il Convegno organizzato dall'Associazione culturale nazionale "Giorgio La Pira" su "Storia, Costituzione, costruzione della democrazia. Per i 75 anni della Costituzione italiana" che si è tenuto il 21 ottobre in Civita Castellana, nella Sala delle Conferenze della Curia vescovile.
Uno tra i più densi Convegni nazionali sul tema, introdotto dai saluti del Presidente dell'Associazione dott. Emilio Corteselli, che ha ricordato anche la figura dello storico Nicola Tranfaglia, alla cui memoria l'evento è stato dedicato e l'importante ruolo culturale dell'Associazione.
Carlo Bersani, dell'Università di Cassino, ha ben approfondito la fase storica di transizione dal fascismo alla Repubblica democratica, soffermandosi sulla natura ed il ruolo dei Comitati di liberazione nazionale.
Giovanni Bianco, dell'Università di Sassari, presidente del comitato scientifico dell'Associazione, ha svolto una relazione dedicata ai nessi tra Costituzione vigente, pluralismo sociale ed istituzionale ed il concetto di democrazia ed i suoi diversi significati, con notevoli riflessioni sull'attualità dei valori costituzionali e la critica di proposte di riforme istituzionali alteratrici dei rapporti tra governanti e governati.
Giulio Conticelli, dell'Università di Firenze e già vicepresidente della Fondazione "Giorgio La Pira", ha tenuto una relazione articolata e complessa sul valore della Costituzione alla luce della struttura economica e della crisi dell'economia pubblica, sulle questioni derivanti dai flussi migratori e sui diritti dei migranti, sulla necessità di una società aperta, solidale, multirazziale.
Matteo Cosulich, dell'Università di Trento e membro del comitato scientifico dell'Associazione, ha parlato dello stretto legame tra sistema democratico e forma di governo parlamentare, anche con pregevole attenzione alla storia costituzionale italiana.
Di particolare interesse anche le relazioni di Giovanna Montella, dell'Università "La Sapienza" di Roma, che si è ben posta la questione della effettività della Costituzione e della sua efficacia nella presente fase storica di transizione, che non può tralasciare i fini ed i contenuti che derivano dalla "tradizione costituzionale", che non è un concetto da riporre in soffitta e di Aurelio Rizzacasa, dell'Università di Perugia, membro del comitato scientifico dell'Associazione, che ha dedicato una sua rilevante riflessione sulla Costituzione da filosofo della storia ed alla luce di alcuni indirizzi di pensiero novecenteschi, tra cui il personalismo comunitario ed il neohegelismo.
Grazie.
Civita Castellana li 14/11/23





